Mercoledì 1 dicembre 2004 Sant'Eligio |
Primo giorno della nostra permanenza in Terra santa.
Siamo un gruppo di 7 persone. Pochi ma, speriamo, buoni osservatori della realtà.
Iniziamo con una passeggiata per le strade del quartiere cristiano della Città vecchia. Incontriamo
subito il «College de Terre Sainte» delle Suore di San Giuseppe. In questa scuola studiano diverse
bambine e ragazze adottate agli studi dai nostri benefattori. E' una scuola molto
ordinata e ben tenuta.
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Pochi passi ed entraiamo nella Scuola Copta.
Inizialmente istituto femminile, ora misto, ospita scuole di ogni grado. Conosciamo una delle scuole
più semplici e più povere di Gerusalemme: pochi alunni in squallide classi, dove qualcuno, forse un
insegnante oppure un alunno più dotato, ha disegnato le carte geografiche appese ai muri.
Tutto, dagli arredi ai muri, dà un senso di semplice e disarmante povertà.
Visitiamo anche la cappella della scuola e ci soffermiamo a guardare i ragazzi nel momento della
ricreazione.
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Abbiamo terminato la visita
alle scuole. Passiamo davanti a un forno dove viene cotto il pane. Ci avviamo,
attraverso il quartiere cristiano, verso il complesso che racchiude il luogo della Crocifissione,
della Deposizione e della Resurrezione di Cristo. Sì, il Santo Sepolcro per i cristiani orientali
non è il Sepolcro, ma è il luogo della Resurrezione.
Anche qui notiamo la differenza tra la cultura occidentale e quella orientale.
All'ingresso don Pietro ci fa notare una scala posta su di un cornicione.
E' li da più di cento anni, e nessuno si permette di spostarla per via dello "Statuquo".
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Entrati visitiamo in silenzio l'interno. Per molti di noi non è la prima volta e quindi
ci muoviamo con disinvoltura. Solo per Liliana e Donatella è la prima volta.
Possiamo sostare in preghiera tutto il tempo che vogliamo. Nessuno ci disturba
o ci dice di affrettarci. Al termine della visita ritroviamo don Pietro ad aspettarci
e con lui celebriamo la S. Messa nella "Cappella dei Crociati".
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Alla ore 13 ci aspetta una sorpresa. Al termine del pranzo, a base di piatti tradizionali
della cucina palestinese, compare una torta. Sì, c'è qualcuno che ha pensato bene di
compiere i suoi primi quarant'anni a Gerusalemme.
Anche se la candela sembra trafugata da un candelabro dell'Hotel dei Cavalieri,
la torta non è poi così male.
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Il pomeriggio corre veloce e con il supporto di una guida ci incamminiamo, dalla Porta di Jaffa,
attraverso il quartiere armeno, verso la Porta di Sion. Poi, uscendo dalla Città vecchia,
ci avviamo a piedi verso il Monte Sion (dei cristiani dal IV secolo). Visitiamo per prima
la chiesa della Dormizione di Maria, il luogo dove Maria si è addormentata prima di essere
Assunta in cielo. E' una costruzione moderna e imponente su più livelli.
A pochi passi da questo luogo si trova il Cenacolo.
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Il luogo, ora in mano agli ebrei, è stato - nei tempi della conquista di Gerusalemme
da parte dell'islam - una moschea e ne presenta ancora evidenti i segni.
La struttura però è rimasta quella originaria in stile gotico del XIV secolo.
Il simbolo del pellicano che porge il cibo ai suoi piccoli svetta dalla cima
di un capitello originale.
Nel luogo non è possibile celebrare nessuna funzione religiosa se non ecezzionalmente.
In una costruzione a lato del Cenacolo, scendendo si trova quella che (erroneamente)
è ritenuta la tomba del re Davide.
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A piedi ci spostiamo verso il Gallicantu. Ci fermiamo in un punto da dove si gode un'ottima
vista panoramica sulle Valli del Cedron, della Geenna. In lontananza si scorge,
sul monte di fronte, l'avanzare da Betlemme del muro di separazione.
Scendiamo di alcuni metri e entriamo nel complesso archeologico che racchiude il luogo
dove Pietro sentirà cantare il gallo nella notte della passione di Cristo. L'antica strada
romana a gradoni sale verso il Gallicantu dalla valle del Cedron.
Sopra l'antico palazzo di Caifa, probabile prigione di Gesù nella notte della Passione, sorge
il complesso che ricorda il pentimento di Pietro.
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La sera sta scendendo rapidamente. Ci affrettiamo a ritornare verso l'albergo.
Dal Gallicantu si osservano le mura, sorte sotto Solimano il Magnifico nel XVI secolo,
che contornano la Città vecchia. A sinistra il quartiere ebraico che domina dall'alto
la spianata del tempio con le due moschee.
Verso destra, in lontananza, si osserva l'orto degli Ulivi.
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La sera è appena iniziata. Ci trasferiamo all'Ecole des Freres di Gerusalemme (che confina
con il Knights' Palace), dove ci attende un padre lassaliano che, con un pulmino risalente al
secondo dopoguerra, ci accompagna a visitare la nuova scuola di Beit Hannina, a ovest di
Gerusalemme, costruita nel 1999.
Visitiamo tutta la scuola e al termine registriamo una breve intervista.
Nel seminterrato della scuola degli studenti stanno preparando il mercatino di Natale.
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Arriviamo a Gerusalemme in pieno traffico serale. Ci dobbiamo incontrare con don Pietro
e una comunità parrocchiale.
Don Pietro in questa parrocchia tiene un corso biblico settimanale per i catechisti e le
guide turistiche. Quando arriviamo l'incontro è quasi al termine. Conversiamo un po'
con i partecipanti all'incontro, scambiandoci alcune considerazioni sull'essere
cristiani oggi in Palestina e in Europa.
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Mercoledì 1 dicembre 2004 Sant'Eligio |