Venerdì 3 dicembre 2004 San Francesco Saverio |
Siamo pronti per la visita in Galilea. Oggi don Pietro può
riposare, si fa per dire perché questo pomeriggio arrivano a Tel Aviv i nostri amici
del Centro Internazionale della Pace fra i Popoli di Assisi.
E' una giornata splendida e dove stiamo per andare sarà anche calda (24 gradi).
Oggi la giornata è di tutto riposo: ci spostiamo in Galilea per visitare Cafarnao, Tabgha,
il lago di Tiberiade e infine Nazaret.
|
 |
Scendiamo verso Gerico, attraversando il deserto. Giriamo intorno alla città più antica del mondo
per evitare i check point israeliani (la città è occupata militarmente).
Lungo la strada incontriamo cammelli, pecore e capre al pascolo.
La vegetazione è scarsa ma, qua e là, si osservano serre e campi coltivati.
Siamo nel West Bank sotto il controllo, si fa per dire, dell'autorità palestinese.
|
 |
Il viaggio prosegue spedito. Attraversiamo la striscia di terra che fa da confine tra
Israele/Palestina e la Giordania.
Dopo circa due ore dalla partenza, arriviamo al Lago di Tiberiade o Mare di Galilea.
La prima sosta è sul fiume Giordano, nel punto in cui il fiume si immette nel lago.
Compriamo qualche cartolina e una carta geografica.
|
 |
Riprendiamo il cammino, proseguiamo il viaggio lungo il lago, attraversiamo la città di Tiberiade
piena di vita. Ci sono per strada molti ebrei hasidici riconoscibili per i vestiti scuri
che indossano, la barba e le basette arricciate.
Arriviamo finalmente alla prima meta. Il luogo è immerso in un'oasi piena di piante e alberi
fioriti.
|
 |
A piedi ci spostiamo lungo la strada, che offre una vista panoramica sul Lago di Tiberiade
(o di Genesaret), verso il sito dove si venera il luogo della seconda pesca miracolosa
avvenuta dopo la risurrezione: qui Gesù ha stabilito il primato di Pietro sugli altri discepoli.
Scendiamo in riva al lago. C'è vento, l'acqua del mare è increspata.
|
 |
Viaggiamo quasi a tappe forzate anche per rispettare gli orari di apertura dei luoghi.
Pochi minuti e arriviamo a Cafarnao, la città di Pietro.
Visitiamo il sito archeologico e ci soffermiamo presso la casa di Pietro,
ora preservata da una chiesa in cemento armato che la protegge dalle intemperie.
Come sempre ci fermiamo a leggere il passo del Vangelo che ci parla del luogo in cui ci troviamo.
|
 |
E' un luogo stupendo e viene la voglia di restarci qualche giorno.
Prima o poi ci riusciremo.
Mentre siamo in visita alla chiesa ci si presenta una suora di Novara che ci accoglie e
ci racconta un po' della sua esperienza qui in Terra Santa.
Si augura che presto riprendano ad arrivare i pellegrini. Sono ormai quattro anni che il Monte delle
Beatitudini è semideserto!
Ci ripete che la gente non deve avere paura di venire in Terra santa,
i Lughi santi sono gli unici sicuri.
|
 |
Ci fermiamo per il pranzo in mezzo a dei frutteti di banane e arance.
Negli occhi abbiamo ancora le immagini del lago.
A tavola, oltre alla miriade di salsine e verdure, ci portano finalmente del pane e, non
poteva mancare, il pesce di San Pietro.
Il nostro giornalista eno-gastronomo non può esimersi nel fotografare il piatto
appena servito.
|
 |
Siamo un po' in ritardo. Dobbiamo fare in fretta; la strada da fare non è molta, ma il traffico
nei dintorni di Nazaret è già abbastanza sostenuto. Oggi è venerdì, il giorno di festa per i
musulmani e la vigilia del sabato ebraico.
Arriviamo alla Chiesa dell'Annunciazione poco dopo le 16. Riusciamo comunque ad avere il tempo
per sostare in preghiera vicino alla Grotta dell'Annunciazione.
I frati stanno per chiudere ma, visto che siamo italiani, pazientano un po'.
Anzi ci permettono di visitare anche la chiesa di S. Giuseppe.
|
 |
Ormai nel buio della sera riprendiamo la strada verso Gerusalemme.
George, il nostro autista, preferisce fare l'autostrada verso il mare.
Le città lungo la costa si illuminano piano piano. Sul mini-bus qualcuno si
addormenta, prevale il silenzio. Ci stiamo avvicinando a Gerusalemme.
Rientrando al Knights' Palace Hotel, troviamo il gruppo del Centro Pace; sono in otto.
E' la prima volta che ci vediamo, ma subito facciamo amicizia. Tutti insieme con don Pietro
cerchiamo di fare un piccolo programma per i prossimi giorni.
Dopo cena facciamo due passi nella Città vecchia e andiamo al muro del Pianto.
|
 |
Venerdì 3 dicembre 2004 San Francesco Saverio |