Sabato 4 dicembre 2004 San Giovanni Damasceno |
Oggi è un giorno importante. Stiamo per vivere una mattinata speciale.
Con il pullman raggiungiamo Beit Jala e la Hope School. Qui don Pietro ha organizzato la prima
cerimonia per premiare i "Pionieri della Pace".
Attraversiamo il check point che separa Gerusalemme da Betlemme, vicino alla Tomba di Rachele.
Anche qui abbiamo modo di osservare l'azione dirompente del muro. Diversi terreni coltivati
ad ulivo sono tagliati dall'abitato e ormai sono terra di nessuno.
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Appena arrivati alla Hope School notiamo un via vai di persone.
Fervono i preparativi per la consegna del titolo "Pioniere della Pace".
Certo è un momento simbolico: le medaglie e le targhe che abbiamo predisposto
sono un riconoscimento per alcune persone "comuni" di Betlemme, Beit Jala e Beit Sahour
che da anni si impegnano nelle attività sociali e di volontariato oppure a favore
del dialogo e della pace.
La sala è gremita. Aspettiamo anche l'arrivo di un cameraman della RAI!
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Inizia la manifestazione: don Pietro Madros è il regista dell'evento nonché
"traduttore simultaneo".
Dopo una breve preghiera comune e la benedizione del pane, vengono spiegate le motivazioni
di questo momento al quale la nostra associazione partecipa insieme al centro Pace di Assisi,
guidato dal suo presidente, il dr. Gianfranco Costa.
Sono presenti tra noi anche un pacifista israeliano e l'imam del luogo. A loro viene
donata una targa. Naturalmente, non manca il loro contributo alla riflessione.
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Inizia la premiazione delle persone intervenute. Il momento è solenne: tutti, uomini e
donne, giovani e anziani, sono in silenzio, mentre il vice preside della Hope School chiama
uno per uno gli invitati.
Molti dei premiati hanno sofferto molto, anche a causa della perdita di persone care,
e don Pietro con discrezione sottolinea l'impegno di queste persone per il bene
del prossimo nella costruzione di ponti a favore della pace nella vita quotidiana.
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La manifestazione termina con un piccolo rinfresco organizzato dalla scuola.
Gli intervenuti vengono invitati a firmare la pergamena del Centro Pace che ricorderà
l'avvenimento. C'è un scambio di doni e alcune persone ci offrono, a loro
volta, alcuni oggetti simbolici delle loro organizzazioni.
Con inaspettata sorpresa, abbiamo modo di rivedere dopo 4 anni l'ex preside,
l'ex amministratore dell'Ecole des Frères di Betlemme e alcuni insegnanti,
che ci avevano ospitati nel 2000, durante il viaggio con un gruppo di studenti
dell'Istituto Suore Domenicane di Melegnano (MI).
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Terminata la manifestazione ci spostiamo rapidamente in una scuola già visitata il secondo
giorno. Il preside non è potuto intervenire alla Hope School e don Pietro lo premia sul posto.
Un gruppo di ragazzi e ragazze della scuola ci offre un piccolo saggio canoro con
alcuni canti che esprimono la speranza di pace di questo popolo.
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Risaliamo sul pullman e, poco dopo, ci dividiamo per il pranzo.
Don Pietro ha pensato bene di farci pranzare presso due famiglie palestinesi.
Le case sono accoglienti e le famiglie molto gentili.
Il pomeriggio è libero. Ci rechiamo a Betlemme e poi alcuni di noi fanno un salto
all'Herodion, giusto per dare una sbirciatina al Mar Morto e al deserto di Giuda. |
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Facciamo i turisti. Nella piazza della Natività veniamo assaliti da bambini e venditori
di oggetti che ci supplicano di acquistare qualcosa. In effetti di turisti se
ne vedono ben pochi.
Dopo la visita alla Grotta della Natività ci spostiamo verso la grotta del Latte.
Passiamo lungo la via dei negozi di souvenir tutti rigorosamente chiusi.
L'economia legata al turismo è praticamente ferma. Gli auspici per il Natale che si
avvicina sono migliori a detta di tutti. Speriamo!
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E' presto e ci siamo un po' dispersi. Con questa scusa alcuni di noi rientrano nella
Chiesa della Natività per pregare ancora un po'.
All'uscita, sono le 16.45, incomincia ad imbrunire. Ci siamo tutti: "Centro Pace" e "Concittadini".
Veniamo invitati a uscire dalla piazza e veniamo scortati dalla polizia palestinese
verso il luogo dove ci attende il pullman.
Dopo una breve arrabbiatura con i parcheggiatori per l'eccessivo costo del parcheggio,
ripartiamo verso Gerusalemme.
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Rientrati in albergo, ci ritroviamo nella Cappella dell'Hotel per celebrare
la S. Messa prefestiva.
Le sorprese non sono finite. Prima di cena don Pietro ci fa conoscere una giornalista
olandese che sta studiando il mondo ebraico e cristiano. Ha già pubblicato
un libro sui gruppi ebraici più ortodossi, e sta preparando quello sulle
confessioni cristiane.
Conversiamo e ceniamo insieme passando una piacevole serata.
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Sabato 4 dicembre 2004 San Giovanni Damasceno |