Sito Concittadini
Martedì 7 dicembre 2004
Sant'Ambrogio
Oggi è l'ultimo giorni di permanenza in Terra santa. Domani mattina, prestissimo, ci dovremo alzare in piena notte, gli amici del Centro Pace di Assisi per prendere il volo per Roma, noi per rientrare via Malpensa nel sud-Milano e a Motta di Livenza (TV).
Sarà anche una giornata densa di appuntamenti importanti. Inizieremo in mattinata con il Patriarca Latino di Gerusalemme Mons. Michel Sabbah e di seguito il Vice Custode di Terra Santa Fra Artemio Vitores González ofm.
In serata, dopo cena, l'incontro con Mons. Pietro Sambi Nunzio Apostolico della Santa Sede in Israele e Palestina.
A pochi passi dal Knight' Palace c'è il Patriarcato Latino di Gerusalemme. Oggi in Patriarcato ci sono gli esercizi spirituali per i sacerdoti, e il Patriarca ci concede una mezz'oretta.
Sottolinea che le sofferenze odierne dei cristiani, sono le sofferenze di sempre, fin dai tempi di Gesù infatti i cristiani sono stati sempre minoranza. Ma sottolinea come sia importante oggi ricostruire il dialogo per portare la pace in questa terra.
Usando parole molto forti sostiene che la via della pace sarà raggiunta solo se coloro che avranno il coraggio di firmare la pace saranno anche disposti a morire per essa.
Al termine, come vuole il rituale, ci salutiamo con la foto di gruppo.
Con passo spedido ci spostiamo all'interno della Città vecchia nel complesso che racchiude il convento francescano di San Salvatore. Ci attende fra Artemio Vitores, vice custode, che ci presenta le attività della Custodia di Terra santa e pone l'accento su quanto sia importante far rimanere in questa terra i cristiani. Ci illustra alcune iniziative tra le quali la costruzione di nuove case per le famiglie rimaste senza abitazione a causa degli espropri legati alla costruzione del muro.
Terminato gli incontri ufficiali del mattino ci spostiamo verso la porta di Jaffa. Oggi essendo l'ultimo giorno ci dedichiamo alla spedizione delle cartoline e ci affrettiamo a fare gli ultimi acquisti di souvenir da portare a casa.
Siamo liberi fino al pomeriggio. L'appuntamento con don Pietro Madros è verso le 16.00 orario di termine degli esercizi spirituali.
Il cielo di Gerusalemme si è coperto completamente e minaccia pioggia.
In taxi velocemente ci spostiamo sul Monte degli Ulivi. Visitiamo la chiesa del "Pater Noster" e la grotta dove Gesù insegnò per la prima volta ai discepoli la preghiera al Padre. Tutt'intorno, sui muri, sono esposti su mattonelle di maiolica il testo della preghiera di Gesù tradotto in varie lingue e in molti dialetti italiani. Vicinissmo, sulla sommità del monte, c'è l'edicola di forma ottagonale costruita in epoca crociata sul posto dell'Ascensione.
Scendiamo dal monte degli Ulivi e rientriamo verso la Città vecchia. Lungo la strada nel giardino di fronte all'orto degli ulivi "francescano", nella parte "ortodossa", osserviamo alcuni uomini intenti a raccogliere a mano le olive.
Ci sono molti soldati israeliani all'ingresso della porta dei Leoni e lungo le vie del quartiere musulmano.
Decidiamo di fare una piccola deviazione, anziché tornare all'abergo per la solita strada interna, prendiamo la via che ci porta fuori dalla Citta vecchia, attraverso la Porta di Damasco. Imbocchiamo una strada affollatissima piena di bambini e ragazzi che escono da scuola, e di gente che vende lungo la stada i propri prodotti.
E' un vero e proprio bagno di folla.
Il tempo si è guastato ha iniziato a piovere rientriamo in albergo e ci dedichiamo alla preparazione delle valigie. Domani mattina alle 3.30 ci dovremo alzare per andare in aereoporto si torna a casa.
Ma la giornata non è ancora finita. Dopo esserci un po' dispersi durante il pomeriggio ci ritroviamo tutti insieme, con don Pietro per celebrare la messa prefestiva dell'Immacolata.
Durante l'ultima cena tutti insieme, con nostra grande sorpresa gli amici di Assisi ci onorano della nomina di "Cavalieri per la Pace del Terzo Millennio".
La promessa che ci facciamo è di ritrovarci il prossimo anno ancora qui a Gerusalemme.
Si parte con quattro taxi alla volta della Nunziatura. Alle 20.30 ci aspetta il Nunzio apostolico Mons. Sambi. Ci accoglie nella cappella con fare affabile e cordiale.
Risponde alle nostre domande invitandoci a raccontare la nostra esperienza a chi è rimasto a casa. Suggerisce di utilizzare i mezzi di stampa italiani per invitare i cristiani a tornare in Terra santa, perché non c'è nessun pericolo per i pellegrini.
E poi i cristiani di qua, e non solo loro, hanno bisogno di rivedere gente cordiale e sorridente che aiuta a stemperare il clima di odio e di rancore che da 4 anni anni ormai sta distruggendo la vita di tutti: ebrei e palestinesi.
Martedì 7 dicembre 2004
Sant'Ambrogio