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Via Dolorosa e Santo Sepolcro
Dalla porta del Leoni o di S. Stefano, passando accanto alla chiesa di Sant'Anna, e dirigendosi verso l'inteno della città si giunge ad un complesso che racchiude quello che si ritiene fosse il luogo del pretorio romano durante la Pasqua ebraica (Fortezza Antonia).
Da questo punto parte la strada percorsa da Gesù Cristo verso il Calvario.
Alcune stazioni sono narrate dai vangeli altre sono create dalla pietà popolare per un totale di 14 stazioni. Ogni venerdì, alle ore 15, i frati francescani ripercorrono il cammino di Gesù.

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Il pretorio era situato in questo luogo anche perché era quello più vicino al Tempio. Questo luogo ai tempi di Gesù era detto "Lithostrotos", come testimonia l'evangelista Giovanni. Qui venne emessa la condanna di Gesù da parte di Pilato.
Visitiamo la Cappella della Flagellazione, la Cappella della Condanna e la Basilica dell'Ecce Homo.
In questo complesso sono collocate la I e la II stazione della Via Crucis.
Tutto il percorso si trova nella parte della Città vecchia denominata quartiere musulmano.
Proseguendo il cammino giungiamo alla III stazione, in prossimità dell'incrocio con la strada che scende dalla porta di Damasco. La tradizione popolare venera il luogo della prima caduta di Gesù sotto la Croce.
Di lì a poco i soldati romani impongono a Simone di Cirene di caricare sulle sue spalle la Croce di Cristo.
In prossimità della III stazione c'è l'entrata del cortile degli armeni cattolici. In fondo al cortile c'è la chiesa di Santa Maria dello Spasimo.
La stazione è stata stabilita lungo la via ed è indicata da una lunetta, posta sopra una porta di un piccolo oratorio.
Purtroppo nella confusione questa IV stazione rischia di essere nascosta da abiti che sventolano dal confinante bazar.
A pochi metri sulla svolta a destra una piccola cappella francescana ricorda la V stazione, quella di Simone il Cireneo che aiuta Gesù.
Dopo la V stazione, la via sale prima lentamente poi, a metà strada, verso la VII stazione cambia bruscamente pendenza e diventa più ripida.
In prossimità di questo cambio è collocata la VI stazione: quella dove la Veronica asciuga il volto di Gesù.
La VII stazione, posta al termine della ripida salita, è il luogo della seconda caduta di Gesù sotto il peso della croce. All'inteno di una cappella è conservata una colonna romana parte del colonnato o Cardo Maximus di Aelia Capitolina.
In questo punto terminavano le mura della Città ai tempi di Gesù e si usciva verso il Calvario.
A circa una trentina di metri dopo la VII si trova l'VIII stazione: luogo dell'incontro di Gesù con la folla di popolo e di donne che piangevano battendosi il petto.
Ma Gesù, voltatosi verso le donne, le invitò a piangere su loro stesse e sui propri figli.
A questo punto della Via Dolorosa bisogna ritornare indietro, all'incrocio della VII stazione, poiché la strada è interrotta dal convento greco di S. Caralambos.
Dopo alcune svolte, raggiungiamo la IX stazione detta della terza caduta di Gesù. Si trova su una colonna della porta del convento copto, dietro all'abside della basilica del S. Sepolcro.
Queste ultime stazioni fanno parte del complesso che è racchiuso nell'area della Basilica del Santo Sepolcro.
E' la regione detta in aramaico del Golgota, del Calvario o in greco del cranio. Non è un monte ma un'area di poco elavata (monticulus) rispetto all'area circostante. Il nome, per la verità, apparteneva anche all'area circostante dove si trovava un giardino, luogo della sepoltura del Cristo. Una spiegazione è data dal piccolo dislivello, solo 5 metri, tra la Cappella del Calvario e il pavimento dell'attuale Basilica.
Il luogo nei primi secoli della dominazione romana fu fatto sparire al di sotto della terrazza del Campidoglio di Aelia Capitolina, nome di Gerusalemme dopo la distruzione dell'anno 70 e la sua ricostruzione imperiale.

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Nella piazzetta di fronte all'ingresso del Santo Sepolcro osserviamo a sinistra (ovest) le absidi di tre cappelle greche mentre a destra (est) vi sono il convento greco e due cappelle (armena e copta).
A destra, nella facciata della basilica, una scala di 12 gradini porta ad un'edicola in passato ingresso esterno del S. Sepolcro. Ora è la cappella dell'Aaddolorata o dei Franchi.
Delle due porte di ingresso una è murata dai tempi di Saladino. L'altra è custodita da due famiglie musulmane: una conserva le chiavi, l'altra ha il diritto di aprire.
Entrando nell'atrio del Santo Sepolcro osserviamo la grande pietra rossastra che ricorda l'atto della deposizione dalla croce di Gesù, ad opera di Giuseppe d'Arimatea e di Nicodemo, per cospargerne il corpo di aromi e unguenti, secondo la tradizione ebraica, e avvolgerlo nel sudario bianco.
E' tradizione durante il periodo pasquale cospargere di aromi e profumi questa pietra.

A destra della Pietra dell'Unzione una ripida scala porta al piano dove si trovano la X e XI stazione della Via Crucis. Due navate dividono due cappelle una cosidetta dei latini e una dei greci.
Nella prima sono rappresentate la Crocefissione e la Contemplazione della Croce da parte delle pie donne e di Giovanni.
Quella dei greci poggia sulla roccia che sostenne la Croce. Un disco d'argento sotto l'altare ricopre il punto dove era piantata la croce. Ai lati possiamo vedere, sotto una teca di vetro, la roccia della sommità del Calvario.
A questo altare viene posta la XII stazione, mentre la XIII, Gesù deposto dalla croce, è ricordata da un piccolo altare posto tra le due cappelle e dedicato alla Mater Dolorosa.
Scendiamo al piano della Basilica e procediamo per una ventina di metri lungo la parete che chiude il coro dei greci, antico coro dei canonici del S. Sepolcro.
Scendiamo, passando tra le due Cappelle degli Improperi e della Divisione delle vesti, nella Cappella di Sant'Elena appartenente agli armeni, divisa in tre piccole navate con gli altari dedicati a Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, e a S. Disma (buon ladrone).
Dalla navata di destra scendiamo nella cappella latina che ricorda il ritrovamento della Croce di Cristo.
Risaliamo lungo il lato nord e attraversiamo una serie di Cappelle tra le quali il Carcere di Cristo; giriamo intorno al Coro dei Greci e arriviamo alla Rotonda o Anastasis all'interno della quale sorge, al centro, l'edicola del S. Sepolcro che è l'ultima stazione della Via Crucis, la XIV.
Dall'ingresso, in stile orientale, entriamo nella Cappella dell'Angelo. Un frammento della pietra che chiudeva il sepolcro è incastrata in un piedistallo al centro del vestibolo.
Una porta angusta, ci dobbiamo chinare, conduce al S. Sepolcro, dove la pietra originaria della deposizione del corpo di Gesù è stata ricoperta da un rivestimento marmoreo.
L'arredo è a cura delle tre comunità greca, latina e armena.
In genere i monaci greci scandiscono il tempo di permanenza di massimo 4 persone per volta all'interno della cappella. Ma in questi giorni non c'è bisogno, i pellegrini sono pochi, e anche i locali arrivano alla spicciolata. Il ricordo va all'anno del Giubileo 2000, quando l'attesa per visitare il luogo della Resurrezione fu di circa 2 ore.
Via Dolorosa e Santo Sepolcro